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Finanza verde

La crescente attenzione all’ambiente e alla transizione verso un’economia a basse emissioni ha fatto aumentare l’interesse del pubblico, degli Stati e del mercato per prodotti di investimento “sostenibili”/ Esg, con conseguente aumento del rispettivo valore e rialzo dei prezzi.

In base ad uno studio della Banca dei regolamenti internazionali, il comparto ha raggiunto nel 2020 un valore di 35.000 miliardi di dollari, crescendo di quasi un terzo rispetto al 2016 e arrivando a rappresentare non meno del 36% degli attivi totali in gestione.
de-carbonizzazione finanza verde
La regolamentazione di tale comparto sta adeguandosi alla velocissima crescita dallo stesso realizzata, con la predisposizione di numerose iniziative per contrastare greenwashing e affinare rating sostenibilità, in modo da produrre maggiore trasparenza e dati affidabili, e gestire rischi di creazione di una bolla che potrebbe esplodere producendo perdite ed instabilità finanziaria.

La principale iniziativa messa in atto a tale proposito è costituita dalla Tassonomia UE (regolamento UE 2020/852)
eu taxonomy finanza verde

Tassonomia

La Tassonomia, costituisce il pilastro del Piano d’azione per la finanza sostenibile dell’Unione europea e vuole creare una definizione armonizzata delle attività economiche che possono essere considerate “verdi”, tramite un linguaggio e criteri uniformi. E questo per l’obiettivo di indirizzare i flussi di capitale verso attività economiche a basse emissioni e quindi decarbonizzare l’economia e raggiungere gli obiettivi climatici di azzeramento delle emissioni nette di gas serra entro il 2050, e quelli intermedi fissati per il 2030.

La Tassonomia dovrebbe entrare in vigore a inizio 2022, quando è prevista la decorrenza dell’applicabilità degli atti delegati su mitigazione ed adattamento rispetto al clima, per svolgere funzioni di guida con cui:
le imprese potranno (quelle interessate dalla normativa DNF del d.lgs.254/2016 dovranno) valutare le proprie attività, definire politiche aziendali in ottica di una maggiore sostenibilità ambientale e rendicontare agli stakeholder in modo più completo e comparabile;
gli investitori, potranno meglio comprendere l’impatto ambientale delle attività economiche nelle quali investono o potrebbero investire
le istituzioni pubbliche, potranno utilizzare la tassonomia per definire e migliorare le proprie politiche di transizione ecologica.

Per essere considerate ecosostenibili in base alla tassonomia le attività economiche dovrebbero contribuire in modo sostanziale a uno o più dei sei obiettivi ambientali indicati di seguito, senza danneggiare in modo significativo nessuno degli altri cinque:
la mitigazione dei cambiamenti climatici.
L’adattamento ai cambiamenti climatici.
La protezione delle acque e delle risorse marine.
La transizione verso un’economia circolare.
La prevenzione dell’inquinamento.
La protezione e il ripristino della biodiversità e degli ecosistemi.

Inoltre, le attività dovrebbero essere svolte nel rispetto di alcune salvaguardie minime, vale a dire degli standard incorporati nelle linee guida OCSE destinate alle imprese multinazionali e i Principi guida delle Nazioni Unite su imprese e diritti umani, con specifico riferimento alle convenzioni fondamentali del lavoro dell’Organizzazione internazionale del lavoro.

OCSE finanza verde

Finora sono state definite solo le attività che contribuiscono ai primi due obiettivi ambientali, ossia mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici e sono attesi i criteri di vaglio (“screening”) tecnico per i restanti quattro obiettivi ambientali, che dovrebbero divenire applicabili dal 2023.

Le società assoggettate alla Direttiva sulla comunicazione di informazioni non finanziarie dell’Unione Europea (società di grandi dimensione ed interesse pubblico: società quotate, banche ed assicurazioni) saranno tenute dal 2022 a comunicare quale porzione dei loro ricavi e delle loro spese è in linea con la Tassonomia. 

La Commissione europea sta considerando l’istituzione di una piattaforma di accesso digitale per tutta l’UE – il punto di accesso unico europeo (ESAP) – che metterebbe gratuitamente a disposizione del pubblico tali informazioni.
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Inoltre gli investitori dovranno segnalare la percentuale delle masse in gestione dei loro fondi allineate alla Tassonomia per i prodotti di risparmio gestito che si vorranno rendere conformi all’articolo 8 o 9 del “Regolamento 2019/2088 UE - SFDR - Sustainable Finance Disclosure Regulation”, vale a dire i fondi con caratteristiche ambientali o che perseguono un obiettivo di sostenibilità.
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Dalla Tassonomia è atteso un impatto positivo sul mercato, grazie alla standardizzazione che potrà consentire ad investitori istituzionali e retail, ad emittenti, responsabili politici e autorità di regolamentazione, di gestire e superare il “greenwashing” (ambientalismo di facciata o “verniciatura verde”) nella finanza sostenibile, come anche di migliorare l’affidabilità delle informazioni, la comparabilità e la trasparenza sul livello di sostenibilità dichiarato di un investimento.

La Tassonomia rappresenta il principale punto di partenza della realizzazione concreta del Piano d’azione dell’UE per la finanza sostenibile per aiutare investitori ad identificare opportunità offerte dalla transizione energetica e a raggiungere gli obiettivi d’investimento sostenibile, ed andrà a costituire la base di prossime regolamentazioni che saranno introdotte tra cui quelle per la Ecoetichetta (Ecolabel) per i fondi retail dell’UE e per lo standard europeo dei green bond, attualmente in fase di sviluppo.
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